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ADDIO EQUITALIA. COSA E’ CAMBIATO?

  • 4 Ago, 2017
  • Fabio Romano
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Come previsto dal D.L. 193/2016, convertito con modificazioni dalla Legge n. 225/2016, dal 1 luglio 2017, la tanto criticata e contestata Equitalia ha cessato la propria esistenza.

Al suo posto è nato l’ente pubblico economico “Agenzia delle Entrate-Riscossione”, un ente dell’Agenzia delle Entrate, sottoposto all’indirizzo ed alla vigilanza del Ministero dell’Economia e delle Finanze.

E’ il caso di chiarire che non è intervenuta alcuna modifica delle norme relative alla riscossione. Si tratta di un mero mutamento del soggetto avente la funzione di agente della riscossione e non dell’attività da esso svolta che invece resta esattamente identica a quella precedente.

Il nuovo ente subentra, a titolo universale, nei rapporti giuridici attivi e passivi, anche processuali, delle società del Gruppo Equitalia e assume la qualifica di agente della riscossione sul territorio nazionale (Sicilia esclusa). Può anche svolgere le attività di riscossione delle entrate tributarie o patrimoniali delle amministrazioni locali.

Il nuovo ente strumentale dell’Agenzia delle Entrate ha inoltre a sua disposizione l’accesso alla banca dati dell’Anagrafe Tributaria, nonché a quella dell’INPS, con possibilità di conoscere i dati relativi al rapporto di lavoro, per poter eventualmente procedere al pignoramento di stipendio, pensione, indennità ecc.

Ad esempio, il nuovo ente potrà, così come la vecchia Equitalia, accedere alla procedura del pignoramento diretto previsto dagli articoli 72 bis e seguenti del D.P.R. 602/1973, disciplina che permette all’agente della riscossione di avviare una esecuzione forzata con una modalità più semplice di quella ordinaria: decorsi 60 giorni dalla notifica della cartella di pagamento, potrà inviare comunicazione di pignoramento alla banca del debitore e, decorsi ulteriori 60 giorni, potrà eseguire il pignoramento. Il nuovo Ente, ora, in più, saprà precisamente dove trovare le somme da pignorare, avendo accesso a tutte le banche dati.

Al contribuente non resta che affidarsi sempre a professionisti specializzati che possano verificare la liceità dei comportamenti tenuti dal nuovo ente della riscossione nonché individuare gli eventuali vizi delle cartelle di pagamento da esso notificate e senza dubbio indirizzarlo verso la migliore strada da percorrere.

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