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Crisi di impresa: l’obbligo di nomina degli organi di controllo

  • 14 Nov, 2019
  • Fabio Romano
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Il nuovo Codice della crisi e dell’insolvenza, già in vigore dallo scorso 16 marzo, riforma in modo radicale la disciplina concorsuale, introducendo un nuovo sistema di procedure di allerta e di composizione assistita, finalizzate ad una rilevazione tempestiva dello stato di crisi aziendale.

Fra le numerose novità introdotte, l’articolo 379 del nuovo codice della crisi e dell’insolvenza estende l’obbligo della nomina dell’organo di controllo o del revisore per tutte le società a responsabilità limitata e le cooperative che:

 

  • Sono tenute alla redazione del bilancio consolidato;
  • Controllano una società obbligata alla revisione legale dei conti;
  • Hanno superato per due esercizi consecutivi uno dei seguenti limiti: 1) totale dell’attivo dello stato patrimoniale: 2 milioni di euro; 2) ricavi delle vendite e delle prestazioni: 2 milioni di euro; 3) dipendenti occupati in media durante l’esercizio: 10 unità.

 

Tale normativa, entrata in vigore dal 16 marzo, imponeva alle società e alle cooperative già costituite, in caso di sussistenza dei suddetti requisiti, di provvedere alla nomina dell’organo di controllo o del revisore, e se necessario, di adeguare lo statuto alle nuove disposizioni, entro 9 mesi dalla predetta data.

 

A partire dal 18 giugno 2019, tuttavia, con l’entrata in vigore della Legge n.55/2019, il legislatore ha modificato, raddoppiandoli, i limiti quantitativi sanciti precedentemente.

Alla luce di tale ulteriore modifica sono obbligate alla nomina dell’organo di controllo o del revisore legale le società a responsabilità limitata e le cooperative che, per due esercizi consecutivi, hanno superato uno dei seguenti limiti:

 

  • totale dell’attivo dello stato patrimoniale: 4 milioni di euro;
  • ricavi delle vendite e delle prestazioni: 4 milioni di euro;
  • dipendenti occupati in media durante l’esercizio: 20 unità.

 

Il termine entro il quale le società interessate devono provvedere alla nomina di tale organo ed eventualmente alla modifica dello statuto è il 16 dicembre 2019.

In caso di mancata nomina interverrà il Tribunale su richiesta di chiunque vi abbia interesse o su segnalazione del conservatore del Registro delle Imprese.

Le società che, visti i limiti del D.lgs. 14/2019, avevano provveduto alla nomina dell’organo di controllo o del revisore e che, successivamente, date le modifiche della Legge n.55/2019, non siano più soggette all’obbligo, potranno procedere alla revoca dell’organo.

Nel caso di revoca di un revisore, sarà sufficiente solo una delibera assembleare mentre, in caso di revoca del collegio sindacale o di un sindaco unico è necessario che la deliberazione di revoca venga approvata con decreto dal tribunale.

 

Rimane invariata, invece, la cessazione dell’obbligo di nomina dell’organo di controllo o revisore quando, per tre esercizi consecutivi, non è superato alcuno dei suddetti limiti.

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