Fabio Dott. Romano
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LA DEFINIZIONE AGEVOLATA DELLE CONTROVERSIE TRIBUTARIE

  • 27 Mar, 2019
  • Fabio Romano
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L’art. 6 del Decreto Legge del 23 ottobre 2018, n. 119, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 247 del 23 ottobre 2018, ha introdotto la possibilità per i contribuenti di definire le liti pendenti con il fisco.
Il suddetto D.L. è stato convertito in legge dalla Legge 136/2018 e nell’iter di conversione vi sono state importanti modifiche della disciplina originaria a favore dei contribuenti.
Le liti definibili sono le controversie tributarie “pendenti” in ogni stato e grado del giudizio, anche in Cassazione ed anche a seguito di rinvio, di cui è parte l’Agenzia delle Entrate, per le quali alla data del 24 ottobre 2018 sia stato notificato il ricorso in primo grado.
Per poter accedere all’agevolazione, occorrerà presentare in via telematica apposita domanda, separatamente per ciascuna controversia, entro il 31 maggio 2019.
La definizione della lite si perfeziona con il pagamento, entro il termine del 31 maggio 2019, dell’intera somma da versare oppure della prima rata e con la presentazione della domanda entro lo stesso termine. In ogni caso, per ciascuna controversia autonoma va effettuato un separato versamento. Qualora non vi siano importi da versare, la definizione si perfeziona con la sola presentazione della domanda.
I contribuenti che aderiscono alla procedura agevolata possono definire le liti pendenti con il pagamento del:
• 100% del valore della controversia in caso di soccombenza del contribuente o di ricorso notificato al 24 ottobre 2018, ma non ancora depositato o trasmesso alla CTP;
• 90% del valore della controversia in caso di ricorso pendente in primo grado e depositato o trasmesso alla CTP alla data del 24 ottobre 2018;
• 40% del valore della controversia in caso di soccombenza dell’Agenzia in primo grado;
• 15% del valore della controversia in caso di soccombenza dell’Agenzia in secondo grado.
• 5% del valore della controversia per le controversie tributarie pendenti in Corte di cassazione al 19 dicembre 2018, per le quali l’Agenzia delle Entrate risulti soccombente in tutti i precedenti gradi di giudizio.
Si specifica che il valore della controversia è pari all’importo del tributo al netto degli interessi e delle eventuali sanzioni irrogate con l’atto impugnato; in caso di controversie relative alle sole irrogazioni di sanzioni, il valore è costituito dalla somma di queste.

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